Progetto 2005-2006
Dagli operatori impegnati nel percorso educativo si è fatta forte l’esigenza di portare un messaggio di legalità nel senso più ampio del termine; scoprire atteggiamenti radicati nella cultura giovanile, atteggiamenti vicini alla devianza o compromettenti di una sana e corretta crescita individuale e collettiva.
Il mondo giovanile è un mondo pieno di contraddizioni, in cui si alternano momenti di euforia e di stupore verso il mondo degli adulti; ma dall’altro vi sono anche atteggiamenti di ribellione, di aggressività nei confronti di chi – essendo più adulto – non ti dà certezza, non ti ascolta.
E’ difficile in questo “entourage”, comunicare poiché la comunicazione fatta di mero scambio reciproco di opinioni, parole, sentimenti, emozioni, oggi sembra piena di ostacoli. L’ostacolo peggiore è l’omertà, l’isolamento, la a-socialità.
In un territorio come quello in cui il giovane della Locride vive , rischia di divenire il “backstage” di una società amorfa, una società clientelare dove per trovare lavoro spesso si è costretti a rivolgersi al mafioso o politico di turno, una società dove si apprende sin da piccoli la condotta del farsi strada a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo.
Non a caso il progetto realizzato presso i due Istituti di istruzione superiore di Roccella, rispettivamente Istituto Tecnico Industriale “E. Maiorana” e Lieco Scientifico “P.Mazzone”, si è svolto in un clima in cui il giovane – anche in seguito ai fatti di cronaca legati all’omicidio “Fortugno” si è interrogato a lungo sul senso di essere giovane e di vivere nel proprio territorio; ha riflettuto e meditato sul “percorso-vita”.
Le tecniche introdotte nei moduli, hanno ricevuto – all’interno delle nostre aule – risposte entusiasmanti, prese di coscienza tra i giovani fino ad allora mai manifestate.
I giovani della Locride, da tempo sotto gli “imponenti” riflettori dei mass-media, (che se oggi sono accesi, domani potranno, invece essere spenti dall’indifferenza) si sono sentiti per un periodo al centro dell’attenzione, protagonisti diretti del loro tempo e del loro percorso di crescita a contatto con operatori specializzati di polizia, scienziati del sociale, criminologi, mediatori etc.
Ogni studente, è stato reso protagonista, ha avuto la possibilità di esprimersi sugli argomenti trattati senza l’ansia del voto. Li abbiamo sentiti parlare con il loro linguaggio comune dei loro problemi, al di fuori delle mura scolastiche, delle loro preoccupazioni occupazionali e….. anche dei loro esami.
Dai dibattiti animati ed accesi, abbiamo colto gli atteggiamenti di chi – nonostante la giovane età – rassegnato attende il completamento degli studi per preparare le “classiche” valigie; ma ancor di più abbiamo raccolto la voglia di cambiamento e l’impegno di ogni giovane per creare le reali condizioni per vivere in un territorio rinnovato e trasformato dai quei valori quali il rispetto delle regole, la civile convivenza, la solidarietà verso i più deboli.
Altro elemento positivo emerso, l’abbondanza di risorse territoriali (specie quelle naturali e storiche) che se ben indirizzate politicamente potrebbero rappresentare un volano di sviluppo turistico per l’intera provincia di Reggio Calabria, spesso relegata tra le ultime province italiane.
Gli incontri formativi, inoltre, hanno visto l’utilizzo delle moderne tecnologie e dei più diversi mezzi di comunicazione: proiezioni di film, presentazioni multimediali, rappresentazioni mimiche effettuate degli studenti unitamente ad operatori dell’ordine, incontri con personaggi nazionali dello spettacolo e della musica, appreso praticamente le tecniche di rianimazione e/o di movimento di un traumatizzato in caso di incidente stradale al fine di stimolare il senso di cittadino attento ed attivo.
Ai miei amici studenti,
quelle che fanno notizia diciamolo, come se la malvagità e la delinquenza avessero eletto dimora privilegiata nella nostra terra. Io sono orgoglioso e onorato di essere cittadino di questa nostra Locride, una fascia di terra molto ben più ampia di quella che viene sempre attribuita dai media, e sono onorato di aver lavorato con voi, con i ragazzi e gli studenti delle scuole di questa zona, per ricercare e riaffermare dei nuovi obiettivi comuni: la legalità e la civiltà. Le basi ci sono e la volontà è forte nei giovani della provincia reggina, nessuno pensi di rallentare questa presa di coscienza. Da sempre sono stato convinto della presenza di questa volontà e di questa forza, capace di permettere ai ragazzi di ribellarsi al vincolo della criminalità organizzata. Non solo io ho creduto ma anche tutti coloro i quali hanno cooperato con me in questo percorso, hanno anzi abbiamo creduto fermamente in questa certezza sin dal 2000, anno in cui ho iniziato a lavorare a questo nuovo tipo di dialogo. Amiamo la nostra terra, le nostre origini e le nostre tradizioni, impariamo a lottare per i nostri diritti, facendoli valere sempre e comunque a dispetto di coloro i quali hanno tentato e tentano ancora di farceli apparire come una concessione di favore.
Siamo sempre pronti a lottare per la nostra terra non solo partecipando alle manifestazioni ed alle marce di protesta, ma impegniamoci quotidianamente, ognuno per le nostre possibilità a cambiare in meglio, rispettando il nostro prossimo l’ambiente che ci circonda. Spero abbiate anche inteso come i poliziotti e gli operatori dell’ordine in genere, non sono i vostri antagonisti ma bensì coloro i quali si impegnano per rendere questo nostro paese più vivibile e meno violento. Non ci guardate con espressioni di disprezzo ma imparate a vedere in noi i vostri amici. Il poliziotto….veramente un amico in più.
A proposito non dimentichiamoci degli altri nostri amici: i diversamente abili. Una piccola parte del nostro tempo, proviamo a dedicargliela….poi se non ci sentiamo più ricchi (interiormente intendo), passiamo avanti, però vale la pena di provare, che ne dite? Un fervido augurio da parte mia a tutti voi per un futuro sereno e raggiante e ricordate sempre che………”Insieme si può…”.


