Progetto 2004-2005
Gentili amici,
Si è concretamente sentita l’esigenza di portare un messaggio di legalità nel senso più ampio del termine; scoprire atteggiamenti radicati nella cultura giovanile, atteggiamenti vicini alla devianza o compromettenti per una sana e corretta crescita individuale e collettiva.
Il percorso adolescenziale è caratterizzato da frequenti momenti critici. L’adolescente vive come un equilibrista sulla corda tesa fra devianza e normalità e un semplice sbandamento può farlo cascare dalla parte sbagliata. L’esperienza deviante, la tendenza a compiere gesti trasgressivi nei confronti dell’autorità e dell’ambiente, rappresentano una delle modalità con cui l’adolescente si confronta continuamente durante la crescita.
Esperimenti pratici da noi effettuati all’interno delle aule scolastiche hanno ricevuto risposte entusiasmanti, prese di coscienza tra i giovani fino ad allora mai manifestate.
Dialoghi onnicomprensivi, semplici e diretti senza giri di parole hanno trovato ricettori attenti ed entusiasmati a questo genere di discorsi fino ad allora mai trattati o trattati in maniera superficiale e demagogica all’interno di strutture scolastiche. I nostri ragazzi si sono sentiti per un periodo al centro dell’attenzione, oggetto di studio e di interesse da parte di operatori di polizia, scienziati del sociale psicologi ecc.
Non ci siamo limitati ad un percorso in/formativo meramente teorico. Abbiamo soddisfatto la curiosità dei giovani facendo loro vedere in faccia i veri protagonisti di una “vita spericolata”.
L’ambiente e il contesto sono nello stesso tempo una risorsa ed un vincolo. Non è solo il luogo in cui si vive, è piuttosto il “segno” per coloro che vi abitano, di un modo di vita nelle sue varie dimensioni: economica, sociale e normativa. L’ambiente lascia un segno in chi lo abita. La personalità di un soggetto si struttura concretamente nei primi 15-16 anni di vita. Essa si forma in parte attraverso i geni ereditati ma in misura maggiore dagli input che provengono dall’esterno e cioè dall’ambiente appunto. Pertanto, l’ambiente sociale, è uno degli elementi importanti che contribuiscono alla costruzione dell’identità personale e sociale, quella individuale e collettiva. Da qui è semplice intuire che maggiori stimoli positivi si ricevono dall’esterno maggiore sarà la possibilità che un giovane soggetto strutturi una personalità non predisposta alla devianza.
Il dialogo con gli Operatori dell’Ordine, gioca sicuramente un ruolo importante sulla crescita morale e sociale di un adolescente. Tale rapporto deve essere necessariamente di tipo costante e, cosa più importante, non deve assolutamente rivestire quell’austero velo di formalità che spesso inibisce gli ascoltatori e non giova certo alla distensione dei rapporti tra poliziotti e giovani cittadini.
L’interesse evidenziato dai giovani negli argomenti trattati, alcune volte sotto forma comica ed allegorica, conduce inevitabilmente ad una conclusione, l’importanza del linguaggio da usare nella comunicazione. Nel processo di comunicazione l’elemento centrale è l’emissione di un messaggio ed il suo ritorno all’emittente. Il messaggio prima di essere inviato deve essere codificato, cioè bisogna decidere come dover presentare un determinato argomento.
In poche parole bisogna capire il linguaggio dei giovani e parlare insieme la “stessa lingua”. Non ha senso parlare ad un gruppo usando una metodologia di linguaggio troppo distante da chi ascolta.
La legalità è una forma di educazione civile caratterizzata dallo spirito di obbedienza alla legge dall’esercizio responsabile dei diritti e dall’adempimento altrettanto responsabile dei doveri. Riconosce il primato della legge rispetto all’interesse individuale e vieta di tenere comportamenti che ledano irragionevolmente interessi altrui. Il concetto di legalità è strettamente associato a quello di comunità, complesso di cittadini che stanno insieme perché legati da una storia e da memoria comune ed è strettamente legato a quello di responsabilità, e di solidarietà collettivo.
Cari amici, in conclusione di questo nostro interessante percorso, che ci ha consentito di vivere insieme della nuove esperienze di gruppo, attraverso le quali, mi auspico, tutti abbiamo avuto l’occasione di riflettere con senso critico, come sino ad oggi abbiamo visto e vissuto la nostra società e, se realmente il nostro modo di fare ha rispettato quelle famose regole che la società stessa ha creato per tutelare i suoi componenti.
Io spero che il principio indispensabile ed irrinunciabile fondato sul rispetto del nostro prossimo prescindendo assolutamente dall’estrazione sociale, dalla formazione culturale, dal colore della pelle, dalla provenienza geografica, dalla forma fisica e sul quale abbiamo avuto modo sistematicamente di confrontarci, abbia potuto radicarsi nelle nostre menti e nei nostri cuori. Come più volte ripetuto, nel momento in cui si prenderà coscienza dell’uguaglianza sociale senza prevaricazioni di sorta, quando impareremo ad apprezzare il nostro ambiente senza distinzione di confini alcuni, quando impareremo ad apprezzare le nostre origini e la nostra cultura nonché amare tutto ciò che i nostri antenati ci hanno lasciato in eredità ( sicuramente come abbiamo detto, frutto di lotte sacrifici nel corso dei secoli ) allora potremmo essere veramente orgogliosi di essere cittadini del mondo. Nel salutarvi affettuosamente a tutti voi ringraziandovi per l’affetto e l’interesse dimostrato e sicuramente anche per avermi donato la possibilità di imparare tanto da voi, nel rammentarvi di ragionare un pochino di più con il cuore mettendo da parte (alcune volte) l’orgoglio e di dedicare parte del vostro tempo anche ai nostri amici diversamente abili, vi esprimo i miei più fervidi auguri per un futuro sereno e raggiante e ricordate che…….” Insieme si può…”.


