Lombardia
Chi sa dov'è la Locride?
Per la nostra scuola media non sono una novità queste iniziative dedicate alla CULTURA DELLA LEGALITA’: nel maggio del 2005 gli studenti sia delle medie che delle elementari hanno incontrato Rita Borsellino, il 21/3/2006 hanno partecipato alla manifestazione (a Torino) per la lotta a tutte le mafie, e nel maggio del 2006 è stato costruito l’albero della Legalità dove gli studenti possono attaccare foglie con pensieri sulla mafia (i pizzini della legalità).
L’iniziativa di quest’anno ha avuto la fortuna di avere come protagonista Francesco Minici, un poliziotto che si mette a disposizione dei giovani per educarli alla legalità nel senso più ampio del termine: non solo la lotta alla mafia, ma alla cultura mafiosa (ad esempio gli atteggiamenti bullistici che troppo spesso si trovano nei ragazzi).
L’abilità di Francesco e Claudio ha fatto si che l’incontro non sia mai stato pesante, ma non sono mancati momenti di reale commozione ricordando tutti i morti di mafia (le persone conosciute come Falcone e Borsellino, ma anche gli uomini delle scorte), ma soprattutto con la lettura della poesia dedicata da uno sconosciuto alle forze dell’ordine dopo la morte di Raciti.
Quasi tre ore di incontro serrato di cui l’ultima di domande (e molte non sono state fatte perché è suonata la campanella di fine giornata) molto profonde da parte dei ragazzi è la dimostrazione della riuscita (utilità) dell’iniziativa.
Dal mio punto vista le nostre Amministrazioni devono continuare a organizzare con le scuole questi incontri con operatori del settore come Francesco Minici, operatori che parlano con il cuore e arrivano al cuore degli studenti.
Sono infatti pienamente d’accordo con Don Luigi Ciotti quando dice che “dobbiamo educare alla legalità: le mafie temono di più la scuola che non la giustizia”.
Dobbiamo continuare a dare segnali: è per questo che proporrò alla prossima giunta del comune di Osnago (di cui sono assessore all’Istruzione) di dare il patrocinio alla iniziativa annuale dell’Associazione di Francesco e Claudio “Insieme si può”.
Inoltre ho anch’io un sogno nel cassetto: portare in Calabria, con la scusa di una partita di calcio (quindi un momento sportivo, perché anche lo sport deve essere Istruzione), i ragazzi di Osnago per fare conoscere direttamente una realtà così diversa da quella che vivono quotidianamente.


