Alberghiero Locri
Gli incontri con i giovani amici dell’Istituto Alberghiero di Locri, sono stati particolarmente graditi, proprio per la partecipazione ed il coinvolgimento degli stessi ragazzi, che hanno manifestato il loro apprezzamento alle modalità di comunicazione adottate.
Continua l’operazione promossa dalla Polizia di Stato, in collaborazione con il Ministero della pubblica istruzione per educare i giovani alla legalità. Musica per dire “no al bullismo”: questo il senso del concerto “Una nota di scurezza” tenutosi a Roma il mese scorso, in cui l’istituto alberghiero “Dea Persefone” di Locri, è stato chiamato a rappresentare la Calabria. Ma non è finita. Un altro incontro, qualche giorno fa, ha visto gli studenti dialogare e confrontarsi con Francesco Minici, dirigente provinciale Siulp, componente della commissione nazionale “Scuola e Legalità” e presidente dell’associazione “Insieme si può…”.
Al Dea Persefone”, Minici ha utilizzato la tecnica del “profiling”, rendendo protagonisti i giovani e liberandoli dall’ansia di essere soggetti a giudizio esterno. Il nuovo appuntamento è stato già fissato per il 29 aprile, allo stadio comunale di Locri. Anzi, più che un appuntamento, sarà un vero e proprio match…di calcio! Da una parte gli operatori delle Forze dell’Ordine e dell’associazione “Insieme si può…”, e dall’altra, rigorosamente in tacchetti, gli alunni del “Dea Persefone”. La scuola, con questo ennesimo appuntamento, ha intensificato il progetto sull’educazione alla legalità. Grazie anche al contributo dato da Don Merola, noto “prete anticamorra”, che tornerà a trovare gli studenti dell’alberghiero il prossimo 20 maggio. “L’intenzione è quella di radunare un vero e proprio esercito di maestri”, di cui Minici è un valido componente” afferma la preside Macrì.
Nel corso dell’incontro con gli studenti questo “maestro della comunicazione “soffermandosi “sul rispetto degli altri e delle cose altrui”, ha evidenziato con forza che “regola basilare per una convivenza sociale, ove il prevalere del concetto che chi sbaglia deve pagare, costituisce il primo principio di quella che si chiama responsabilità individuale”. Con gli alunni dell’alberghiero, “ragazzi genuini e splendidi”, il poliziotto roccellese ha continuato un “vecchio” dialogo intorno all’importanza del rispetto delle regole e sulla necessità di riflettere e reagire con consapevolezza a tutti quegli atti che hanno rattristato il territorio locrideo. Il suo metodo innovativo, a volte ritenuto “fuori dai protocolli scolastici”, ma fortemente persuasivo, denominato “profiling”, non solo ha consentito di ottenere risposte entusiasmanti ed immediate, ma ha fatto si che il giovane si è sentito protagonista senza avere l’ansia di essere giudicato da qualcuno.
E se le regole, come strumenti condivisi da tutti, sono indispensabili per una civile convivenza e, per questo soggette a mutamenti, quest’ultimi garantiti da procedimenti trasparenti e democratici, Lo studente – ha spiegato Minici – non è un destinatario passivo delle leggi, ma custode delle regole fondamentali della nostra Carta Costituzionale ed interprete della società nella quale le leggi sono applicate.


