Progetto 2007-2008 - Insieme si può

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Progetto 2007-2008
Il progetto “Scuola e legalità: un’intesa vincente!”, realizzato dall’Associazione “Insieme si può…”- Ente no- profit, con sede in Roccella Ionica (RC).
Coinvolti in questo cammino sono stati gli adolescenti-studenti della Locride frequentanti - nel corso dell’anno scolastico 2007-2008 - i seguenti istituti:
Scuola Media Statale di Gioiosa Ionica (RC);
Istituto Comprensivo Statale “G. Falcone” di Caulonia M.na (RC).

“L’adolescente non è più un bambino, ma neanche un adulto.” (A. Fillout)
Da questa ambiguità deriva una presa di coscienza di se stesso e degli altri attraverso la ricerca di nuovi modelli.
Ed infatti, i giovani studenti incontrati ci hanno permesso di osservare un mondo pieno di contraddizioni, ove, l’adolescente riflette se stesso. Un mondo complicato, quasi un quadro ove le pennellature di colori irrompono in un buio ermetico in cui si rifiuta d’aprirsi completamente all’adulto.
Oltre all’età ed al livello di maturità, gli esperti che si sono succeduti nei vari moduli, hanno potuto verificare che, come criteri di approccio, occorre considerare i tempi in cui viviamo, noi ed i giovani, le abitudini ambientali ed il loro habitat familiare.
L’idea di fondo attraverso cui si è snodata l’idea progettuale è stata quella dell’anticonformismo.
Si è cercato di far capire attraverso metodologie – non tipicamente didattiche – quali il gioco, in particolare il brain-storming (letteralmente tempesta di pensieri) che, una società odierna, dai più denominata “patologica” pone al giovane “falsi miti” (lusso estremo, bellezza eterna, muscoli etc.), ma non i mezzi per realizzare le proprie fantasie, facendo entrare in questo vortice le famiglie, spesso incapaci di soddisfare o realizzare i desideri dei propri figli.
L’apparenza, non porta il giovane a crearsi una propria dimensione, una propria entità e dignità, ma lo coinvolge e lo smarrisce ponendogli dubbi non facili da abbattere. Da qui varie forme di ostacoli quali: comportamenti aggressivi che lo portano a deviare, a rischiare la propria vita per un progetto altrui sulla base di una assurda logica del “tutto e subito”.  
Le argomentazioni trattate hanno permesso agli esperti di guidare i colloqui risaltando gli atteggiamenti positivi insiti in ogni ragazzo, cercando di aumentare la sua autostima, di stimolarlo ad una accettazione della sua personalità facendogli spezzare il “cordone dell’omologazione”, dell’obbedienza, del relativismo e proponendo figure e modelli alternativi.
Si è cercato, in molti casi riuscendo, di creare un clima di comunicazione profonda nel quale l’adolescente è a sua volta riuscito ad esprimere i suoi timori.
Non si deve dimenticare che l’Associazione “Insieme si può…” si ritrova costantemente, ogni anno, ad operare nelle scuole facenti parte del comprensorio Locrideo, ovvero in un territorio difficile dove il giovane molto spesso si scontra con realtà “malsane” che lo spingono verso quella che tecnicamente viene definita “abulia e rifiuto del sistema”.
Si fa riferimento, in particolare, al sistema delle regole, della legalità; un sistema che a modo di vedere del giovane è spesso incapace di realizzare il suo “essere ragazzo”.
Per tali ragioni, nei vari incontri, le figure di cui l’Associazione si è avvalsa hanno tentato – da un lato - di fornire la c.d. “educazione preventiva”, ovvero si è cercato di far capire all’adolescente che occorre rifuggire dal modo di vita alternativo; inibizione che fa adottare spesso atteggiamenti di fuga dallo sforzo e dal superamento delle difficoltà.

Dall’altro, si è cercato di trasmettere agli stessi che chi “pretende di combattere la violenza con la violenza” (insulti, dispregio, aggressività, atti di vandalismo e bullismo), trascura una forma ed una metodologia di educazione infallibile: l’esempio, la testimonianza.
Ed a tale proposito esempi sono stati dati attraverso proiezioni di film, presentazioni multimediali e con operatori di polizia.
Educare alla legalità, significa educare all’autodeterminazione, al coraggio, alla nobiltà, alla generosità e ad atteggiamenti di disponibilità.
L’ideale con il giovane è la comunicazione, sia quella “verbale” - attraverso semplici parole (il dialogo), sia quella “non verbale”, che si trasmette attraverso comportamenti, gesti, ponendosi in un atteggiamento di “Ascolto”, abbandonando – da parte dell’adulto (sia esso genitore che professore) – atteggiamenti di rimprovero o di giudizio.
Le metodologie adottate nei vari incontri dagli esperti intervenuti, possono considerarsi utili strumenti che permettono di asserire che, l’idea progettuale portata avanti dall’Associazione “Insieme si può…” nel corso di questo anno scolastico, abbia rappresentato un valido supporto per far comprendere all’adolescente-studente che la “legalità” è l’unica strada che porta ad un sano e sostenibile sviluppo sociale e personale.

 
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