Progetto 2005-2006 - Insieme si può

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Progetto 2005-2006 
Quest’anno il progetto “La sfida del terzo millennio – Vivere la legalità tra i banchi di scuola” promosso dall’Associazione “Insieme si può”- Ente non profit, attuato grazie all’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione- art. 9 della Legge regionale 27/85-, è giunto al capolinea.
I destinatari del progetto sono stati i “Giovani della Locride” e precisamente gli studenti che frequentano l’Istituto Tecnico Industriale “ E. Maiorana” ed il Liceo Scientifico Statale “ P. Mazzone” entrambi di Roccella Jonica (RC), ovviamente provenienti da tutti i paesi della c.d. “Locride” e che certamente vivono in un contesto sociale, a loro poco favorevole nel senso che, per certi versi può apparire molto fertile al radicarsi di comportamenti devianti.
Dagli operatori impegnati nel percorso educativo si è fatta forte l’esigenza di portare un messaggio di legalità nel senso più ampio del termine; scoprire atteggiamenti radicati nella cultura giovanile, atteggiamenti vicini alla devianza o compromettenti di una sana e corretta crescita individuale e collettiva. 
Il mondo giovanile è un mondo pieno di contraddizioni, in cui si alternano momenti di euforia e di stupore verso il mondo degli adulti; ma dall’altro vi sono anche atteggiamenti di ribellione, di aggressività nei confronti di chi – essendo più adulto – non ti dà certezza, non ti ascolta.
E’ difficile in questo “entourage”, comunicare poiché la comunicazione fatta di mero scambio reciproco di opinioni,parole, sentimenti, emozioni, oggi sembra piena di ostacoli. L’ostacolo peggiore è l’omertà, l’isolamento, la a-socialità.
In un territorio come quello in cui il giovane della Locride vive , rischia di divenire il “backstage” di una società amorfa, una società clientelare dove per trovare lavoro spesso si è costretti a rivolgersi al mafioso o politico di turno, una società dove si apprende sin da piccoli la condotta del farsi strada a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo.
Non a caso il progetto realizzato presso i due Istituti di istruzione superiore di Roccella, rispettivamente Istituto Tecnico Industriale “E. Maiorana” e Lieco Scientifico “P.Mazzone”, si è svolto in un clima in cui il giovane – anche in seguito ai fatti di cronaca legati all’omicidio “Fortugno” si è interrogato a lungo sul senso di essere giovane e di vivere nel proprio territorio; ha riflettuto e meditato sul “percorso-vita”.
“La vita è un gioco, giocala!” – diceva Madre Teresa di Calcutta; una vita cha va vissuta a pieno, con sofferenze e difficoltà, ma non deve essere una vita spericolata, ed in modo particolare non deve trattarsi di una vita “sprecata”.
L’Associazione “Insieme si può…”, stante le argomentazioni quanto mai complesse, ricche di spunti e sfumature profondamente diverse dai moduli scolastici, attraverso gli esperti che si sono succeduti di volta in volta ha preferito adottare tecniche e strumenti non conformi a quelli previsti dai protocolli ufficiali (per esempio setting circolare), dove il grado di interesse e i risultati in termini di attenzione non potevano che essere eccellenti.
Le tecniche introdotte nei moduli, hanno ricevuto - all’interno delle nostre aule - risposte entusiasmanti, prese di coscienza tra i giovani fino ad allora mai manifestate.
I giovani della Locride, da tempo sotto gli “imponenti” riflettori dei mass-media, (che se oggi sono accesi, domani potranno, invece essere spenti dall’indifferenza) si sono sentiti per un periodo al centro dell’attenzione, protagonisti diretti del loro tempo e del loro percorso di crescita a contatto con operatori specializzati di polizia, scienziati del sociale, criminologi, mediatori etc.
Ogni studente, è stato reso protagonista, ha avuto la possibilità di esprimersi sugli argomenti trattati senza l’ansia del voto. Li abbiamo sentiti parlare con il loro linguaggio comune dei loro problemi, al di fuori delle mura scolastiche, delle loro preoccupazioni occupazionali e..... anche dei loro esami. 
Dai dibattiti animati ed accesi, abbiamo colto gli atteggiamenti di chi – nonostante la giovane età – rassegnato attende il completamento degli studi per preparare le “classiche” valigie; ma ancor di più abbiamo raccolto la voglia di cambiamento e l’impegno di ogni giovane per creare le reali condizioni per vivere in un territorio rinnovato e trasformato dai quei valori quali il rispetto delle regole, la civile convivenza, la solidarietà verso i più deboli.
Altro elemento positivo emerso, l’abbondanza di risorse territoriali (specie quelle naturali e storiche) che se ben indirizzate politicamente potrebbero rappresentare un volano di sviluppo turistico per l’intera provincia di Reggio Calabria, spesso relegata tra le ultime province italiane.
I giovani coinvolti nel progetto hanno guardano negli occhi ed ascoltato le testimonianze di un ex detenuto, di una extracomunitario. Sono state poste, da parte degli studenti, domande molto forti ed imbarazzanti le quali hanno avuto risposte molto esplicite e ricche di amara verità, quella verità che difficilmente si riesce a far comprendete ai nostri giovani.
Gli incontri formativi, inoltre, hanno visto l’utilizzo delle moderne tecnologie e dei più diversi mezzi di comunicazione: proiezioni di film, presentazioni multimediali, rappresentazioni mimiche effettuate degli studenti unitamente ad operatori dell’ordine, incontri con personaggi nazionali dello spettacolo e della musica, appreso praticamente le tecniche di rianimazione e/o di movimento di un traumatizzato in caso di incidente stradale al fine di stimolare il senso di cittadino attento ed attivo.
Ogni modulo formativo ha ricevuto il giusto consenso, vuoi per l’interesse delle tematiche poste, vuoi perché a presentarle sono stati non soggetti che hanno soltanto studiato tali problematiche, ma operatori che quotidianamente si confrontano ed operano per la crescita ed il sano sviluppo del proprio territorio.
Questo è stato molto apprezzato dagli studenti, apprezzato e, indubbiamente anche capito, assimilato e difficilmente rimovibile dalla loro mente.
Educare oggi alla legalità, specie nella Locride, non è cosa semplice, anche perché nell’immaginario giovanile può apparire cosa che fa “tendenza”, può apparire una moda, dalla quale entusiasmarsi, lasciarsi prendere facilmente; ma come ogni tendenza rischia di essere abbandonata, rischia di presentarsi non praticabile.
Ai miei amici studenti,
Anche quest'anno siamo giunti, sicuramente in modos ereno e piacevole, alla conclusione del nostro viaggio, che ci ha permesso di maturare, sperimentando insieme delle nuove consapevolezze di gruppo. Questa gradevole passeggiata virtuale, ci ha consentito una nuova e più profonda riflessione sul nostro "io" interiore permettendoci di rivedere, in chiave critica e cosciente, i nostri atteggiamenti quotidiani verso quelle regole che disciplinano la civile e democratica convivenza. Oltre alle normelegali dei codici, non dimentichiamo ovviamente quelle c.d. piccole "regole" non scirtte e troppo spesso inosservate, diciamo così....per disattenzion, ma che comunque sono o dovrebbero essere impresse neille nostre coscienze, da rispolverare ogni tanto, con una buone dose di umiltà, ripromettendoci un pochino di impegno in più. Queste non sono altro che tutto quell'insieme di piccole cose giornaliere che ci risultano particolarmente fastidiose quando vengono fatte a noi, ma che non eiìsitiamo a definire piccolezze quando siamo noi ad operarle verso gli altri. Impariamo allora a non fare agli altri ciò che non vorremmo che gli altri facessero a noi. Regola estremamente semplice ed altrettanto inequivocabilmente utile per vivese serenamente in comunità.
Prendiamo coscienza che noi siamo la vera calabria e la vera locride, non permettiamo a pochi di inficiare il sacrificio e l'onestà di molti che lavorano per affermare a gran voce l'animo e la cultura della nostra terra. Molte cose positive sono state fatte e molte altre se ne faranno ancora nel futuro. Purtroppo constatiamo sempre più sovente che queste stesse cose positive, ottengono una maggiore visibilità e valorizzazione se realizzate in luoghi diversi dallla Calabria o dalla locride, al contrario da noi si da spazio solo...alle cose cattive, le cose malvagie, quelle che fanno notizia diciamolo, come se la malvagità e la delinquenza avessero eletto dimora privilegiata nella nostra terra. Io sono orgoglioso e onorato di essere cittadino di questa nostra locride, una fascia di terra molto ben più ampia di quella che viene sempre attribuita dai media, e sono onorato di aver lavorato con voi, con i ragazzi e gli studenti delle scuole di questa zona, per ricercare e riaffermare dei nuovi obiettivi comuni:
la legalità e la civiltà. Le basi ci sono e la volontà è forte nei giovani della provincia reggina, nessuno pensi di rallentare questa presa di coscienza. Da sempre sono stato convinto della presenza di questa volontà e di questa forza, capace di permettere ai ragazzi di ribellarsi al vincolo della criminalità organizzata. Non solo io ho creduto ma anche tutti coloro i quali hanno cooperato con me in questo percorso, hanno anzi abbiamo creduto fermamente in questa certezza sin dal 2000, anno in cui ho iniziato a lavorare a questo nuovo tipo di dialogo. Amiamo la nostra terra, le nostre origini e le nostre tradizioni, impariamo a lottare per i nostri diritti, facendoli valere sempre e comunque a dispetto di colro i quali hanno tentato e tentano ancora di farceli apparari come una concessione di favore. 
Siamo sempre pronti a lottareper la nostra terra non solo partecipando alle manifestazioni ed alle marce di protesta, ma impegnamdoci quotidianamente, ognuno per le nostre possibilità a cambiare in meglio, rispettando il nostro prossimo l'ambiente che ci circonda. Spero abbiate anche inteso come i poliziotti e gli operatori dell'ordine in genere, non sono i vostri antagonisti ma bensì coloro i quali si impegnano per rendere questo nostro paese più vivibilee meno violento. Non ci guardate con espressioni di disprezzo ma imparate a vedere in noi i vostri amici. Il poliziotto....veramente un amico in più. A proposito non dimentichiamoci degli altri nostri amici: i diversamente abili. Una piccola parte del nostro tempo, proviamo a dedicargliela....poi se non ci sentiamo più richhi (interiormente intendo), passiamo avanti, però vale la pena di provare, che ne dite? Un fervido augurio da parte mia a tutti voi per un futuro sereno e raggiante e ricorodate sempre che........."Insieme si può...".

Francesco Minici
 
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