Monte Porzio Catone - Insieme si può

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Monte Porzio Catone
Decisamente positiva l’impressione avuta nel vedere, per la prima volta, la splendida cittadina dei castelli romani di Monte Porzio Catone. Dei paesaggi da sogno e, cosa che non guasta, anche dei siti archeologici, che rivelano giorno dopo giorno, dei tesori di architettura dell’Impero Romano. Intere costruzioni che hanno resistito ai millenni e che consentono, ancora oggi, di fantasticare sugli usi e costumi dei romani di quell’epoca. Una cultura che ha visto la propria espansione in quasi tutti i territori allora conosciuti. Uno dei motivi che hanno reso grande l’antica Roma è la capacità dei suoi ingegneri architetti e manovali di costruire le strade, monumenti e grandi città. Ma tornando a noi, dobbiamo decisamente presentare i dovuti ringraziamenti all’accoglienza che ci è stata riservata al nostro arrivo. Eccezionali ospiti il Consigliere Giovanni D’Agostino, promotore dell’iniziativa, che ha fortemente voluto questo incontro e per questo lo ringraziamo, ed il dott. Roberto Petriacci, perfetti padroni di casa che ci hanno mostrato parte dei magnifici luoghi di Monte Porzio Catone. Nel pomeriggio, l’incontro con il dott. Massimo Pulcini, Vice Sindaco e con il Consigliere Alberto Torregiani, delegato all’associazionismo. Durante la riunione, sono state individuate le linee guida del progetto, che vedrà interessati i ragazzi di quelle Scuole Medie.
Un percorso che per le sue modalità di esecuzione, improntate unicamente sul diretto contatto con i giovani, ha soddisfatto in pieno tutte le aspettative previste e che sicuramente, troverà ampio consenso anche nei ragazzi di Monte Porzio Catone. Il mondo giovanile è un mondo pieno di contraddizioni, in cui si alternano momenti di euforia e di stupore verso il mondo degli adulti; ma dall’altro vi sono anche atteggiamenti di ribellione, di aggressività nei confronti di chi – essendo più adulto – non ti dà certezza, non ti ascolta. E’ difficile in questo “entourage”, comunicare poiché la comunicazione fatta di mero scambio reciproco di opinioni, parole, sentimenti, emozioni, oggi sembra piena di ostacoli. L’ostacolo peggiore è l’omertà, l’isolamento, la a-socialità. In un territorio come quello in cui il giovane vive , rischia di divenire il “backstage” di una società amorfa, una società clientelare dove per trovare lavoro spesso si è costretti a rivolgersi al mafioso o politico di turno, una società dove si apprende sin da piccoli la condotta del farsi strada a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo.

“La vita è un gioco, giocala!” – diceva Madre Teresa di Calcutta; una vita cha va vissuta a pieno, con sofferenze e difficoltà, ma non deve essere una vita spericolata, ed in modo particolare non deve trattarsi di una vita “sprecata”. L’Associazione “Insieme si può…” - stante le argomentazioni quanto mai complesse - ha preferito adottare tecniche e strumenti didattici innovativi, dove il grado di interesse e i risultati in termini di attenzione non potevano che essere positivi. Le tecniche introdotte hanno ricevuto risposte entusiasmanti. Proporsi ai ragazzi in maniera semplice, come buoni amici e dividere esperienze comuni. 
L’Associazione “Insieme si può…” ha utilizzato, per le tematiche trattate, “metodologie innovative” apparse a taluni fuori dai c.d. “protocolli scolastici”: ma con un’enorme efficacia persuasiva. Il confronto costante ha così permesso ai giovani studenti di guardare con occhi diversi le autorità che hanno collaborato per la realizzazione del presente progetto, dando il loro personale contributo per la costruzione di quel “collante” che lega Giovani, Forze dell’Ordine ed Istituzioni. Questo filo invisibile permette di legare sinergicamente i vari soggetti e, nel contempo, tracciare il sentiero verso lo sviluppo di una nuova coscienza, in grado di trasformare e dare segnali inequivocabili, di speranza per il territorio. Preziosa ed indispensabile la collaborazione offerta dal dott. Domenico Scali, Primo Dirigente della Polizia di Stato e Vice Direttore del Centro Polifunzionale - Scuola Tecnica di Polizia di Roma, il quale con gradita cordialità si è reso disponibile a sostenere il percorso intrapreso. 
Particolare simpatia ed interesse, ha suscitato, nei ragazzi ma anche nel corpo docenti, la visita al Museo delle Auto storiche della Polizia di Stato. Partecipazione dei giovani studenti alla gita, guidata magistralmente da quel personale. Esperienza che ha consentito alla scolaresca, di vivere a stretto contatto con gli operatori di Polizia e che ha soddisfatto le loro molteplici curiosità. Hanno direttamente constatato il fascino e la complessità del lavoro svolto dall’Operatore di Polizia per la comunità. Molto istruttiva anche la lezione con gli artificieri i quali, hanno illustrtao i pericoli dei giochi pirotecnici ed hanno istruito i ragazzi a come trattare eventuiali oggetti trovati per ......caso. In effetti. trovandoci in città come Roma e dintorni, dove l'allarme terrorismo è molto più concreto che in realtà diverse, gli artificieri, hanno mostrato degli ordigni esplosivi, celati all'interno di cose apparentemente innocue, probabili da trovare lungo il nostro cammino tutti i giorni. Una lezione veramente.......esplosiva. 
 
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