Gianluca Congiusta - Insieme si può

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Gianluca Congiusta

Siderno 07 dicembre 2010 -

Nei prossimi giorni ci sarà la sentenza nel processo per l'omicidio di Gianluca Congiusta, imprenditore di questa terra e nostro amico sin dalla nascita dell'attività di "Insieme si può....". Come ricorderete tutti, e come si può notare dagli articoli di seguito riportati, abbiamo voluto essere parte attiva nel procedimento penale in corso, per ribadire, anche nelle sedi giudiziarie, la presenza e la volontà di "Insieme si può....". Tra molte difficoltà e numerose critiche, mosse da coloro che sempre di più parlano e altrettanto meno agiscono, abbiamo voluto avanzare richiesta di parte civile a quel processo, con un unico intento: stimolare tutte le parti sociali del nostro territorio, affinchè siano presenti, tutti insieme a urlare la voglia di porre fine a questa violenza. Uno stimolo affinchè si possa presentare una forza coesa e solidale che renda sempre più concreta la lotta alla criminalità organizzata. Non abbiamo pensato se esistessero o meno i presuposti per tale azione in tribunale. 
Non era importante per noi riuscire nell'intento di partecipare alle fasi processuali, l'unica cosa alla quale tenevamo più di tutti, era il messaggio che questo gesto avrebbe diffuso. Non parliamo delle critiche mosse in merito alla partecipazione per interessi economici da parte di questa associazione. Non è mai stata nostra intenzione strumentalizzare la morte di una persona, e meno che mai quella di un nostro amico. Almeno abbiamo fatto sentire la nostra voce, e per tutti quelli che pensavano a chissà quali altri fini, di seguito la richiesta di risarcimento di "Insieme si può....", che formalmente è stata presentata in Corte d'Assise di Locri dai nostri avvocati Francesca Romeo e Antonio Riccio. Abbiamo richiesto l'astronomica cifra di 1 EURO. La prima parte delle conclusioni sarà riportata nella sezione che a breve costruiremo in questo articolo. Adesso solo la parte conclusiva delle richieste:
ECC.MA CORTE D’ASSISE DI LOCRI-
Proc. N. 2/2008 RG.
Proc. N. 20/2004 RG NR DDA.
NOTA SPESE
Della costituita parte civile: Francesco Minici nato a Roma il 14.03.1963 e residente in Roccella Jonica (RC) alla Via G.Nanni, 21 ( CF: MNC FNC 63C 14H 501M) nella qualità di Presidente dell’Associazione “Insieme si può…” con sede in Roccella Jonica (RC) rappresentato e difeso dall’ Avv. FrancescaMaria Romeo, del Foro di Locri con studio in Siderno alla via Amendola,65 procuratore speciale e difensore – in forza di procura speciale in calce all’atto di costituzione
CONTRO
1. Costa Tommaso nato a Siderno (RC) il 14.12.1959;
2. Curciarello Giuseppe nato a Locri (RC) il 30.07.1967;

La richiesta dei danni morali che di seguito verranno quantificati nasce , così come la preliminare costituzione di parte civile, dal fondamentale fine associativo dell’Associazione “insieme si può…” che è portatrice - così come ampiamente dimostrato – di iniziative e progetti tendenti a radicare i principi della legalità e dell’osservanza delle regole della vita sociale nell’ambito del territorio della Locride, proponendo e sviluppando progetti in ambito scolastico e sociale tendenti a inculcare alle nuove generazioni il rispetto delle regole civili e l’osservanza delle leggi fondamentali dello Stato nonché ad un’ordinata convivenza pacifica.
Il danno morale si quantifica in € 1 (euro uno) . Tale somma che può apparire provocatoria viene determinata in modo del tutto simbolico, in quanto il fine dell’associazione Insieme si può…, costituitesi parte civile non tende a scopi risarcitori dappoicchè il danno che investito gli ambienti sociali e soprattutto nelle nuove generazioni è assolutamente indeterminabile per la sua gravità sociale ma è quello di ribadire il ruolo strettamente educativo che si propone e che ha indotto gli organi direttivi a partecipare costituendosi parte civile nel procedimento de quo .
Siderno- Locri lì ,01.12.2010
Avv. FrancescaMaria Romeo
Sei stato un amico ed un sostenitore sin dalla nascita di questo percorso e noi Ti vogliamo ricordare com’eri e pensare che ancora sei con noi pensare che ancora ci ascolti e come allora…….sorridi. Quando ti sveglierai e non vedrai più il sole... o sarai partito... o sarai tu il sole!

Ciao Gianluca
Con particolare affetto che rivolgiamo un saluto al papà di Gianluca, l'amico Mario che si batte quotidianamente per i diritti dei cittadini e nell'interesse della giustizia e della legalità. Un abbraccio come dei figli affettuosi vogliamo darlo a Donatella Catalano, la madre di Gianluca ed alle due splendide sorelle Alessandra e Roberta....Vi staremo sempre accanto.

Dal quotidiano "CalabriaOra del 09 gennaio 2008 pag. 33 di Simona Ansani:

Minici: "Uniti contro la mafia". Insieme si può... si è costituita parte civile al processo Congiusta.
Al processo di Gianluca Congiusta l’Associazione “Insieme si può..” ha deciso di costituirsi parte civile e giorno due gennaio alla prima udienza il giudice ha accettato la richiesta. Al presidente dell’associazione, Francesco Minici, abbiamo rivolto alcune domande per saperne di più.
L’Associazione “Insieme si può…” presente in campo sociale e contro la lotta alla criminalità, anche in questa occasione ha fatto un atto dovuto e più che mai sentito verso l’omicidio di Gianluca Congiusta:
L’associazione “Insieme si può..” ha solamente perseguito i fini sociali per i quali nasce. È rimasta coerente al proprio mandato, allo spirito che la anima e con il quale prosegue il suo cammino e poi Gianluca Congiusta è sempre stato nostro sostenitore sin dall’esordio di “Insieme si può…”. Nonostante le ovvie difficoltà afferenti la mole di lavoro e gli atti da consultare e da studiare per redigere l’atto di costituzione, grande merito va ai legali dell’Associazione nelle persone degli avvocati Francesca Maria Romeo e Antonio Riccio, entrambi del Foro di Locri. Spero riusciremo ad essere sempre presente ovunque ci siano necessità di dare testimonianza e sostegno concreto alla lotta alla criminalità.

Giorno due gennaio è iniziato il processo. Qualche novità?
E’ iniziata solo la parte preliminare del processo, con la costituzione delle parti. Il sette marzo inizierà il dibattimento al Palazzo di Giustizia di Locri pertanto non credo che ci siano novità di rilievo.
Come cittadino e presidente dell’associazione cosa pensa della decisione da parte del Comune di Siderno di non costituirsi parte civile al processo?
Se ricordo bene quell’amministrazione è stata accanto alla famiglia Congiusta in diverse occasioni ed è stata anche promotrice di alcune iniziative a sostegno del concetto di legalità e di civile convivenza anche insieme a noi. Non conosco i motivi per i quali quell’amministrazione abbia ritenuto opportuno adottare questa posizione ma ancora non sono scaduti i termini di presentazione di parte civile in dibattimento e sono certo che comunque vada saranno comunicate le motivazioni che hanno determinato la decisione.
Si è appreso dai quotidiani che i legali del comune hanno dichiarato che l’immagine di Siderno non sia stata lesa. Ma non crede che dagli atti di ‘ndrangheta siano lesi tutti i cittadini?
Qualsiasi atto criminale e di violenza che viene perpetrato in una società lede l’immagine dell’intera comunità ed è per questo semplice motivo che è necessario e doveroso da parte di ognuno combattere questi atti criminali ovunque essi si manifestino e con i mezzi legali a disposizione, anche nelle aule di tribunale.
Si parla tanto di no alla ‘ndrangheta, manifestazioni in piazza, cortei, lenzuoli bianchi, però quando è necessario esporsi in prima persona si cerca di defilarsi. “Insieme si può..” ha spesso incontrato i giovani nelle scuole per parlare di legalità. Non pensa che un ripasso sull’argomento necessiti ad alcuni adulti?
Ho sempre detto che bisognerebbe fare meno manifestazioni e più atti concreti. È necessario intraprendere una chiara presa di posizione da parte di tutti. Le manifestazioni, i lenzuoli bianchi sono importanti perché testimoniano una volontà di cambiamento e da noi sono stati portati avanti dai giovani della nostra terra che hanno dimostrato la volontà di scatenare una rivoluzione culturale e sociale. Però è importante che alle manifestazioni seguano i fatti, a partire dai nostri politici i quali dovrebbero varare una serie di norme che modifichino l’evidente leggerezza, inadeguatezza ed incogruità del nostro Codice Penale in merito ai delitti più efferati e di maggiore allarme sociale. Per ciò che concerne il ripasso credo che su argomenti del genere, un ripasso non faccia mai male a nessuno.
Minici, cosa si auspica da questo processo?
Che venga fuori la verità, che se dei colpevoli ci sono che vengano condannati e che per la prima volta siano presenti tutte le forze sociali che operano sul territorio a tutela della legalità e della democrazia. Che siano tutti presenti per dimostrare la volontà di combattere finalmente la criminalità perché….Insieme si può.

Dal quotidiano "Gazzetta del Sud" del 05 gennaio 2008 pag. 33, (stralcio) - Articolo di Paolo Toscano

Caso Congiusta, Siderno tace - non ci sono reazioni alla decisione del Comune di non costituirsi al processo
Dal quotidiano "Gazzetta del Sud" del 05 gennaio 2008 pag. 33, (stralcio) - Articolo di Paolo Toscano

Caso Congiusta, Siderno tace - non ci sono reazioni alla decisione del Comune di non costituirsi al processo
......Nel processo si sonocostituiti parti civili i congiunti di Gianluca Congiusta con l'avvocato Giuseppe Femia, la Regione con l'avvocato Michele Rausei, l'Associazione "Insieme si può... con l'avvocato Francesca Maria Romeo. La costituzione di parte civile è stata ammessa in relazione alla imputazioni di associazione mafiosa e omicidio ma no per i fatti di droga. Per quest'ultimo aspetto si è registrata l'opposizione delle difese.

Dal quotidiano "CalabriaOra" del 05 gennaio 2008 pag. 7, (stralcio):

Il capo e il suo vice rinviati a giudizio - Regge l'impianto accusatorio davanti al gup
Quanto scritto dal gup Angelina Bandiera non può essere oggetto di fraintendimenti: i Costa operavano a Siderno. Eppure questo non è bastato all'Amministrazione comunale (guidata dal sindaco Figliomeni) per costituirsi parte civile nel processo così come ha fatto la Regione Calabria, l'associazione"Insieme si può..." (assistita dall'avvocato Francesca Maria Romeo) e i familiari di Gianluca (assistiti dagli avvocati Giuseppe Sgambellone e Giuseppe Femia)......
Dal quotidiano "CalabriaOra" del 06 gennaio 2008 pag. 7, (stralcio):

La mancata costutizione di parte civile del comune di Siderno nel processo per l'omicidio di Congiusta "indigna profondamente anche i Giovani comunisti: per il coordinamento regionale "è scandaloso che l'ente nel quale si è consumato il terribile delitto non si senta colpito. Le giustificazioni adottate dal sindaco non giustificano l'ingiustificabile. La regione Calabria si è costuita parte civile e altrettanto la coraggiosa azzociazione "Insieme si può..."......

Lo avevamo preannunciato già nei mesi precedenti all'udienza al fine di stimolare tutte le forze sociali presenti sul territorio

Dal giornale "Il Quotidiano" del 29 dicembre 2007 pag 26 - (stralcio) articolo di Francesco Sorgiovanni e Pino Albanese
....Chi ha deciso di costituirsi parte civile, così come preannunciato all'indomani dell'arresto del presunto assassino di Gianluca Congiusta, è Francesco Minici presidente dell'associazione no profit "Insieme si può... che svolge la propria attività nella locride, che ha già firmato la procura al proprio ufficio legale. L'Associazione - ha dichiarato Minici - ha ritenuto doveroso assumere tale inziativa e dare incarico al proprio ufficio legale attraverso l'avvocato Francesca Maria Romeo, considerandolo un atto giusto, dovuto e necessario, che deve contraddistinguere tutte le forze presenti sul territorio, impegnate per la lotta alla illegalità, per la riaffermazione delle civili convivenze e dei principi della democrazia". Minici è da anni impegnato nella sua opera per la cultura della legalità in un contesto territoriale particolarmente segnato dal fenomeno della criminalità. La nuova chiamata di responsabilità dell'associazione rappresenta un nuovo e maggiore impegno a chiedere a gran voce più sicurezza e giustizia per tutti. "La ndrangheta è una patologia, l'assassinio è una cosa terribile, ma la compartecipazione, il chiudersi su questo fatto, il rinunciare alla lotta, l'avere paura rinforzano la 'ndrangheta. Serve un impegno diretto di tutti, perchè uniti si è più forti. La criminalità va fronteggiata nelle aule dei tribunali - ha aggiunto il rappresentante del sodalizio - ma anche con grandi segnali di unità del territorio".
Dal giornale "CalabriaOra" del 30 dicembre 2007 pag 4 - (stralcio) articolo di Gianluca Albanese

....Nella mattinata di ieri, invece, è giunta la notizia che l'associazione "Insieme si può..."...che ebbe in Gianluca Congiusta un convinto sostenitore fin dalla sia istituzione, ha deciso di costituirsi parte civile al processo. Le ragioni ce le ha spiegate lo stesso Minici:" Voglio predicare bene e razzolare meglio. Noi lavoriamo per instillare nei giovani della locride la cultura della legalità, incontrandoli nelle scuole e facendo capire loro quali sono i valori che devono ispirare il loro cammino nella vita e agendo, quindi, sulla loro formazione. Ovviamente, non siamo mossi da finalità di tipo economico, ma vogliamo dare un segnale preciso contro quelle forze criminali che da troppo tempo l'immagine della nostra terra, che ha assoluto bisogno di riscatto sociale, anche e soprattutto agli occhi del resto d'Italia".
Riportiamo adesso, la dichiarazione di costituzione di parte civile, nella parte delle motivazioni, presentata dagli avvocati FrancescaMaria Romeo e Antonio Riccio in nome e per conto di "Insieme si può..." in data 28 dicembre 2007 al G.I.P. di Reggio Calabria in merito al Procedimento Penale nr. 20/04 R.G.N.R. D.D.A. Reggio Calabria e nr. 3594/04 R.G.G.I.P. precisando che mai, questa stessa associazione, qualora gli imputati dovessero essere riconsociuti colpevoli dei reati ascritti, formalizzarà richiesta alcuna di risarcimento. L'atto di costituzione non ha mai inteso perseguire fini economici, bensì ha voluto semplicemente testimoniare a gran voce una chiara presa di posizione di questa associazione e dei suoi componenti con l'intento di fungere da stimolo a tutte le forze sociali e le istituzioni presenti sul territorio, affinchè ci sia una comunione di intenti nel perseguire la violenza in ogni sua forma:
MOTIVI

Premesso Che
L’associazione “Insieme si può…” ente no- profit, come da atto costitutivo del 17 dicembre 2003 e da relativo statuto, agisce nei limiti delle leggi statali, regionali e comunitarie, e dei principi generali dell’ordinamento giuridico (art. 2), …Non ha fini di lucro ed ha come scopo l’esclusivo perseguimento finalità di utilità sociale in tutto il mondo dirette ad arrecare benefici a tutti coloro i quali sono particolarmente sensibili verso attività progettuali inserite in un percorso innovativo atto a trasmettere ai giovani il principio della legalità e della civile convivenza nonché alla realizzazione di manifestazioni culturali e di genere atte a creare quel collante istituzionale attraverso la diffusione della cultura della legalità e della solidarietà sociale….. (Art. 4)
L’associazione sin dalla sua nascita si è fatta promotrice nelle varie scuole, del comprensorio locrideo di molteplici progetti tendenti a diffondere i principi della legalità e del vivere civile, collaborando in modo fattivo sia con enti istituzionali ( Scuola, Provincia, Regione e Comuni) che con soggetti privati sensibili a tali problematiche ( tra cui imprenditori locali, per tutti si indica la vicinanza di Congiusta Gianluca , nonché di personalità dell’arte e della cultura).
L’associazione con propri consulenti esterni ha sentito fortemente l’esigenza di portare ai giovani un messaggio di legalità in senso ampio facendo scoprire, talvolta con stupore, che dietro comportamenti “apparentemente normali” si mascherano atteggiamenti vicini alla devianza, all’illegalità e che nel contesto compromettono una sana e corretta crescita individuale e collettiva.
Il mondo giovanile è paragonabile ad un quadro problematico e complesso, spesso contraddittorio, in cui però si alternano momenti di euforia e di meraviglia verso il mondo degli adulti, ma dall’altro, presenta spigolature e sfaccettature che sfociano nella ribellione, nell’aggressività nei confronti di chi- scuola, famiglia, società – non si pone più come punto di riferimento o come valore assoluto da perseguire.
In questo entourage la comunicazione verbale e non verbale diventa difficile e, talvolta, ardua quando ci si rivolge a giovani che vivono in contesti sociali fortemente compromessi da fattori ostativi, quali l’omertà, l’isolamento, la a-socialità.
Di fronte ad una tale spigolosità sociale si rischia di abbandonare il giovane in quel vortice che studi di settore denominano “backstage di una società amorfa”; una società clientelare ove per trovare un posto di lavoro ci si deve far sponsorizzare dal mafioso o dal politico di turno; una società che ruota attorno alla logica del tutto e subito, a qualsiasi costo e da qualsiasi mezzo.
Partendo dai presupposti e dai fini perseguiti dall’Associazione ”Insieme si può…” che possono essere considerati al rango di diritti soggettivi qualora siano riferibili ad una collettività limitata o particolare rispetto alla generalità dei soggetti – la costante giurisprudenza asserisce che per ritenere una struttura soggettiva ( associazione) centro di imputazione di un interesse, per cui se ne possa validamente considerare esponente in campo sostanziale e legittimata a portarlo nel processo penale - sono ravvisati nel fatto che l’interesse perseguito rientra nello scopo specifico del sodalizio associativo e che sia circostanziato dal punto di vista territoriale e storico.
Dall’analisi di tale elementi non vi è dubbio che l’Associazione “Insieme si può…” sia portatrice – per come meglio specificato – di iniziative e progetti tendenti a radicare i principi della legalità e dell’osservanza delle regole della vita sociale e che tali interessi sono sufficientemente circostanziati sia dal punto di vista storico che territoriale e che pertanto possono ritenuti veri e propri diritti soggettivi dell’associazione in senso sostanziale, e quindi suscettibili di tutela processuale.
I fatti reato – e soprattutto l’omicidio di cui al capo F della richiesta di rinvio a giudizio – manifestano la massima forma di disvalore sociale e legale, in quanto arrecano pregiudizi irreparabili alla vita del soggetto passivo ( Gianluca Congiusta) vittima dell’evento, nonché ai congiunti e alla collettività considerata nel senso più ampio del termine e, quindi anche alle associazioni ed enti che operano nel già martoriato territorio della Locride al fine di inculcare soprattutto nelle giovani generazioni i principi del rispetto, delle leggi e delle regole sociali.
Non di meno i delitti contestati dalla Pubblica Accusa nella già richiamata richiesta di rinvio a giudizio meritano una giusta attenzione, in quanto minano in modo profondo a fondamentali principi costituzionalmente garantiti
La legittimazione a costituirsi parte civile nasce pertanto sia dalla tutela del diritto assoluto perseguito dall’associazione in quanto i fatti contestati cozzano in modo irrimediabile con i fini e gli scopi del sodalizio associativo.
La costituzione di parte civile degli enti esponenziali è dunque possibile quando dall’offesa all’interesse, derivi in modo diretto ed immediato, una lesione del diritto di personalità dell’ente con riferimento sia allo scopo che alla tutela dell’interesse collettivo che si distingue tanto dal generico interesse diffuso quanto da quello dei singoli soggetti che aderiscono all’ente rappresentativo.
Dagli atti di accusa , risulta evidente come l’attività degli imputati , uniti ad altri dal vincolo associativo, ha di fatto limitato se non annullato tutte le attività di sensibilizzazione ed educazione alla legalità e alla convivenza pacifica, portate avanti nel corso degli anni dall’Associazione nei comuni della Locride; infatti, se da una parte l’ente cercava di sviluppare ed inculcare, soprattutto tra le giovani generazioni i principi del rispetto delle legge e delle regole civili, dall’altra il sodalizio criminoso, per cui è processo, si imponeva - sullo stesso territorio - con l’uso della forza intimidatrice commettendo fatti reato , fortemente lesivi dei beni e dell’immagine di cui la collettività e l’intero comprensorio della Locride ne è portatrice.
L’Associazione “Insieme si può…” ritiene pertanto, in ragione di quanto sopra a costituirsi parte civile nel presente procedimento penale nei confronti di tutti gli imputati per tutti i reati loro ascritti, avendo il loro comportamento criminoso gravemente leso la personalità dell’ente pregiudicando in modo irreparabile il perseguimento dei suoi scopi e dell’interesse collettivo di cui è portatrice.
Tanto premesso e per le motivazioni sopra spiegate il legale rappresentante dell’Associazione “Insieme si può…”
INSISTE
Nella richiesta di ristoro di tutti i danni non patrimoniali, esistenziali e morali subiti in conseguenza delle condotte delittuose poste in essere dagli imputati con riserva di quantificarli nei modi e nei termini di legge nelle conclusioni che si presenteranno all’esito del giudizio alla luce dei dati probatori che verranno acquisiti in sede processuale, oltre alle spese di costituzione di parte civile ed onorari defensionali, che saranno determinati con deposito di nota specifica.
Salvis Juribus
Siderno-Reggio Calabria lì 28.12.2007
 
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