Amm.Provinciale RC - Insieme si può

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Nei giorni scorsi si è concluso il percorso socio-culturale intrapreso con l'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, a seguito della sigla del Protocollo d’Intesa siglato nel 2012. Le attività hanno messe in campo, hanno visto la partecipazione di studenti e docenti di tre istituti scolastici di scuole medie superiori:- Istituto d’Arte di Palmi; Istituto d’Arte di Locri ed Istituto “A. Volta di Reggio Calabria.
Gli incontri succedutisi con cadenza sistematica presso quelle strutture, hanno coinvolto un nutrito numero di studenti individuato dalla dirigenza, che ha interagito con personale della Polizia di Stato e con lo scrivente presidente Francesco Minici. L’attività ha riscontrato un elevato indice di gradimento tra i ragazzi, condiviso con il personale docenti, che ha partecipato in maniera attiva. Presso l’Istituto d’Arte di Palmi, le attività sociali hanno anche visto l’interazione con gli studenti anche al di fuori dei momenti didattici, come la partecipazione alla mensa insieme ai giovani ragazzi. Molteplici gli argomenti trattati sempre afferenti la legalità e la civile convivenza. Proiezione di film a tema dal titolo “Gomorra” con conseguente discussione attivamente partecipata dai ragazzi.
Alcune discussioni hanno visto la partecipazione di amministratori provinciali come il Vice Presidente Giuseppe Saletta consentendo la formazione di un dialogo tra i cittadini e la pubblica amministrazione stimolando riflessioni circa la partecipazione dei giovani alla crescita sociale e culturale della propria città. La partecipazione degli artisti di “Colorado Cafè” di Italia 1 ha decisamente reso molto più gradevole la partecipazione agli incontri entusiasmando gli studenti e catturando la loro attenzione. Il progetto ritiene che l’argomento “legalità” dovrebbe essere trasmesso ai giovani, non sotto forma di arida e vuota disquisizione scolastica o durante tediosi convegni colmi di splendidi paroloni quasi mai recepiti ma assimilati come imposizione della società, ma dovrebbe essere offerta con il dialogo, con semplicità e con pazienza facendo vivere questi ragazzi esperienze concrete che devono necessariamente lasciare un segno nei loro cuori. Le iniziative intraprese hanno inequivocabilmente affermato l’instaurazione di un nuovo tipo di dialogo con i giovani.

Dosando sapientemente il serio ed il faceto….alternando quindi argomenti come il Codice della Strada e le sue norme di comportamento con il cabaret di Enzo & Sal, si ottiene un risultato decisamente eccellente: far recepire alcune regole diversamente ostiche – avvicinare i giovani alle istituzioni e rinsaldare il vincolo fiduciario tra loro. Questo è stato fatto il 16 marzo a Palmi con personale della Polizia Stradale, i ragazzi dell’Istituto d’Arte, Enzo & Sal di Colorado Cafè e “Insieme si può…”. I giovani hanno interagito con gli Operatori di Polizia e con le apparecchiature deputate al controllo stradale, il tutto arricchito da una dose di…risate!
I ragazzi ed il corpo docenti e dirigenti, di tutte le tre scuole coinvolte hanno espresso quel sentimento di amicizia e fiducia verso gli operatori di Polizia, ratificando così la scelta operata.
Il mondo giovanile è un mondo pieno di contraddizioni, in cui si alternano momenti di euforia e di stupore verso il mondo degli adulti; ma dall’altro vi sono anche atteggiamenti di ribellione, di aggressività nei confronti di chi – essendo più adulto – non ti dà certezza, non ti ascolta.
E’ difficile in questo “entourage”, comunicare poiché la comunicazione fatta di mero scambio reciproco di opinioni, parole, sentimenti, emozioni, oggi sembra piena di ostacoli. L’ostacolo peggiore è l’omertà, l’isolamento, la a-socialità.
In un territorio come quello in cui il giovane della provincia reggina vive , rischia di divenire il “backstage” di una società amorfa, una società clientelare dove per trovare lavoro spesso si è costretti a rivolgersi al mafioso o politico di turno, una società dove si apprende sin da piccoli la condotta del farsi strada a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo.

Non a caso il percorso intrapreso si svolge in un clima in cui il giovane – anche in seguito ai fatti di cronaca legati all’omicidio “Fortugno” si è interrogato a lungo sul senso di essere giovane e di vivere nel proprio territorio; ha riflettuto e meditato sul “percorso-vita”.
“La vita è un gioco, giocala!” – diceva Madre Teresa di Calcutta; una vita cha va vissuta a pieno, con sofferenze e difficoltà, ma non deve essere una vita spericolata, ed in modo particolare non deve trattarsi di una vita “sprecata”. L’Associazione “Insieme si può…” - stante le argomentazioni quanto mai complesse - attraverso gli esperti che si sono succeduti di volta in volta ha preferito adottare tecniche e strumenti didattici innovativi (per esempio setting circolare), dove il grado di interesse e i risultati in termini di attenzione non potevano che essere positivi. Le tecniche introdotte hanno ricevuto risposte entusiasmanti.
Ogni studente, è stato reso protagonista, ha avuto la possibilità di esprimersi sugli argomenti trattati senza l’ansia del voto. Li abbiamo sentiti parlare con il loro linguaggio comune dei loro problemi, delle loro preoccupazioni occupazionali e..... anche dei loro esami. Dai dibattiti animati ed accesi, sono stati colti gli atteggiamenti di chi – nonostante la giovane età – rassegnato attende il completamento degli studi per preparare le “classiche” valigie; ma ancor di più abbiamo raccolto il desiderio di cambiamento e l’impegno di ogni giovane per creare le reali condizioni per vivere in un territorio rinnovato e trasformato dai quei valori quali il rispetto delle regole, la civile convivenza, la solidarietà verso i più deboli.

Anche presso l’Istituto d’Arte di Locri, l’interazione con gli operatori di Polizia ha generato riscontri positivi in termini di consensi da parte dei giovani. L’argomento trattato con la Polizia Postale ha decisamente interessato i giovani, avvezzi al mondo virtuale di internet ed i suggerimenti dispensati sono stati accolti di buon grado.
Presso l’Istituto “A. Volta” di Reggio Calabria, il percorso è stato molto più articolato ed ha coinvolto un consistente numero di studenti. Tra l’altro, quell’Istituto è stato protagonista della rappresentazione di “Un delitto….in scena 4”, ideato da Francesco Minici e Max Laudadio e, quest’anno, con la regia di Francesca Grenci. I momenti di contatto con i ragazzi, sono stati molteplici, ovviamente non perdendo di vista quello che è l’obiettivo principale:”fare amicizia e conqueristare la fiducia dei ragazzi”. I risultati sono stati oltremodo superati raggiungendo quel traguardo di socialità prefissatosi sin dalla nascita del progetto stesso, dal 2001. Nell’Istituto si sono susseguiti operatori di alcune specialità della Polizia Postale, nonché giornate vissute con lo scrivente all’insegna del sorriso, durante le quali si è discusso del ruolo della Polizia di Stato nella società e di come, i ragazzi, considerano questo ruolo. Molte le contestazioni circa atteggiamenti considerati….aggressivi…..da parte delle Forze dell’Ordine, ma tutti discussi ed ampiamente chiariti con serenità e partecipazione. Discussa anche la partecipazione delle tifoserie durante le manifestazioni calcistiche e commentati i films “A.C.A.B.” e “DIAZ”, accettando critiche e spiegando situazioni contigenti che possono nascere in servizi di particolare natura.

Si è proseguito con analisi di realtà analoghe con la proiezione del film “Gomorra” che ha generato discussioni interessanti da parte dei presenti. Ovviamente, tutto ciò è stato possibile grazie all’innovativa metodologia di comunicazione, della quale “Insieme si può…” può definirsi assolutamente unica nella sua applicazione. Particolare soddisfazione nella partecipazione del personale docente, sempre presente ed attento alle tematiche trattate. Gioco e discussione con la Polizia Scientifica nel rilevare le impronte ed apprendere le tecniche investigative utilizzate per la raccolta di materiale probatorio sui luoghi del crimine. Coinvolgente l’argomento “alcol e stupefacenti”affrontato con il dott. Insardà del Centro delle Dipendenze dell’Asp di Reggio Calabria. Altrettanto dicasi per gli argomenti affrontati dalla Polizia Postale. Grande entusiasmo per la visita guidata presso la Questura di Reggio Calabria, dove i ragzzi hanno visitato la Sala Operativa ed il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica. I partecipanti, docenti compresi, hanno letteralmente….divorato le spiegazioni fornite dai vari laboratori (balistica – biologia – dattiloscopia – ecc) partecipando attivamente con domande e curiosità. Gradita la visita del Questore dott. Guido Longo ai ragazzi.
Tra i partecipanti al progetto, sono stati scelti dei ragazzi, i quali, seguendo un vero e proprio corso di recitazione con la regista Francesca Grenci, si sono esibiti durante la rappresentazione di “Un delitto….in scena 4”. La recita ha visto la messa in scena di uno spaccato di vita reale come l’usura. Alcuni soggetti, rappresentati dai giovani attori esordienti, vittime di uno spietato usuraio, hanno evidenziato le vessazioni costretti a subire da parte di questi personaggi. Al termine, l’usuraio viene ucciso e, per le investigazioni, si sono visti sul palcoscenico, poliziotti veri e studenti, che hanno condotto un vero e proprio sopralluogo alla ricerca di prove necessarie all’individuazione del colpevole. Una interazione tra cittadini e istituzioni, all’insegna del gioco e del divertimento. Scenario della recita il Teatro “Siracusa” di Reggio Calabria, con un parterre di ospiti di gran rilievo, dal Questore ed il Vicario della Questura di Reggio Calabriam dirigente Gabinetto Regionale Polizia Scientifica, vertici regionali e provinciali del S.I.U.L.P., esponenti dell’Amministrazione Provinciale, dirigenti, docenti e studenti, che hanno partecipato alla kermesse. Ha presentato l’evento Max Laudadio ed hanno partecipato i comici di Zelig Claudio Batta e Gianni Cinelli (personaggi che hanno interagito il giorno prima con gli studenti….direttamente a scuola per la gioa dell’intero Istituto). Ospite della manifestazione il giornalista di Striscia la Notizia Luca Abete.
Importante segnalare che, grazie all’interazione creata da “Insieme si può….”, alcuni studenti protagonisti della rappresentazione scenica, sono stati individuati e proposti per la partecizione a “Catona Teatro” per la prossima estate.
“Non è migliore il maestro che ha più conoscenze, ma quello che educa in modo migliore, quello che ha il dono di formare uomini degni di sé e delle proprie facoltà”. (A. Manon)
Il richiamo a tale espressione è intenzionalmente voluta per elogiare gli esperti e gli operatori intervenuti, ma anche come attestazione di stima per tutti quei docenti che quotidianamente si ritrovano ad affrontare situazioni che scaturiscono da una profonda incapacità da parte dei giovani a comunicare.
La comunicazione, paradossalmente, appare - oggi più di ieri - difficile, poiché non scaturisce più dal reciproco scambio di pensieri, sentimenti ed opinioni, ma è spesso frastagliata da diversi ostacoli tra i quali spiccano l’omertà, l’isolamento, l’a-socialità.
Oggi, è facile “puntare il dito” nei confronti della scuola spesso “denudata” dal suo compito primario: la formazione intellettuale. In questa cornice il vero dilemma non è “l’analfabetismo”, ma la mancanza di “curiosità”, perché è la curiosità la vera essenza della cultura. Manca, in fondo, quel bagaglio culturale che parte dalla famiglia e si riverbera sulla scuola e, poi, sulla società.

Tra i giovani delle scuole, si sono riscontrati taluni comportamenti di resistenza nei confronti delle istituzioni o degli stessi operatori intervenuti, tipico di chi si pone in atteggiamento di difesa per la paura di “mettersi seriamente in gioco” o in “discussione”. Purtroppo, ci si permette di rilevare che la “violenza” si impara e noi viviamo in un contesto territoriale nel quale prevale la mancanza di autostima, il materialismo, l’egoismo e dove le opportunità lavorative per i giovani talentuosi scarseggiano.
L’agenzia educativa primaria qual è la “Famiglia” non è più la stessa rispetto al passato. Anche nella Locride, lo stile di vita delle famiglie è cambiato, non vi sono più famiglie in cui alla donna è riservato il ruolo di gestione delle “cose domestiche”, ma per necessità si reca fuori casa per lavorare. Ciò provoca spesso nei giovani, mancanza di affetto, mancanza di autorità, assenza di dialogo familiare.
Nonostante, tali difficoltà, il progetto attivato dall’Associazione “Insieme si può…”-attraverso il succedersi nei vari momenti didattici ma non cattedratici - ha avuto la giusta risonanza.

 
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